Tangenti in Provincia, la Procura chiede misure più dure per due indagati

Nuove tensioni tra Procura e Gip sul caso delle tangenti a Palazzo Nervi. Il pm Luca Traversa ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro la decisione del giudice Emilio Fois, che ha scelto misure blande per alcuni degli indagati. In particolare, il funzionario provinciale Andrea Tessitore – accusato di corruzione, turbativa d’asta e falso ideologico – è stato solo sospeso dall’incarico per un anno. Nessuna misura, invece, per l’imprenditore Giuseppe DeGrecis, presunto prestanome della Green srl, ditta finita nel mirino delle indagini.

Il magistrato chiede ora gli arresti domiciliari per entrambi. Sotto esame anche il ruolo della Green srl e la veridicità dei certificati con cui attestava lavori di sfalcio mai eseguiti o solo parzialmente svolti. Secondo le indagini, parte dei lavori sarebbe stata realizzata dai cantonieri della Provincia, coprendo di fatto le mancanze della ditta.

Emblematico il commento intercettato del vicepresidente della Provincia, Andrea Castellini: “Stanno lavorando da galera! Riempiono le cunette con lo sfalcio e la gente si lamenta”.

L’inchiesta ha già portato agli arresti domiciliari l’amministratore della Green, Giuseppe Rizzi, e Claudio Sardo, capo-cantoniere della Provincia. Entrambi dovranno indossare il braccialetto elettronico e non potranno avere contatti esterni. Intanto le indagini, coordinate dalla Mobile, continuano in un contesto che sembra destinato ad allargarsi. Il 7 aprile è prevista l’udienza al Riesame.
Nel frattempo, nessun provvedimento è stato preso dal presidente della Provincia Pierangelo Olivieri.

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