Savona – Si alza il tono del confronto in Consiglio comunale sul nuovo sistema di raccolta rifiuti. Ieri, durante la Commissione dedicata, il consigliere Fabio Orsi (pensierolibero.zero) ha espresso un articolato e duro intervento contro l’imminente avvio del nuovo modello, criticandone non solo i contenuti ma anche e soprattutto il metodo con cui è stato imposto.
“Sindaco, non si può chiedere pacatezza nei toni e poi accusare i cittadini preoccupati – e chi li rappresenta – di strumentalizzare o fomentare,” ha esordito Orsi, ricordando come, in passato, gli stessi giudizi siano stati rivolti a lui e ad altri consiglieri quando presentarono oltre 3.000 firme per la riapertura di Corso Italia. “Qui – ha detto – il problema è di metodo: non c’è ascolto, ma solo imposizione.”
Il consigliere ha insistito sulla mancanza di dialogo, riportando anche quanto accaduto in incontri pubblici con la cittadinanza. “Quando si dice ‘il sistema è così e basta’, non c’è spazio per nessuna vera collaborazione. Questo non è un approccio costruttivo.”
La verità (almeno) dei fatti
Orsi ha poi voluto fare chiarezza sulla genesi del piano rifiuti, sottolineando che il cosiddetto “Piano Contarina” è stato approvato all’unanimità nel precedente Consiglio comunale: “Zero voti contrari. Questo vuol dire che fu condiviso da tutti, anche da chi oggi siede in Giunta. Smettiamola con lo scaricabarile.”
E ha aggiunto: “I cittadini non vogliono sapere di chi è la colpa, vogliono sapere cosa si intende fare ora.”
Contratto firmato, ma sistema da rivedere
Orsi ha ricordato che il contratto di servizio tra Comune e SAT è stato firmato il 31 ottobre 2023 e prevede l’entrata in regime entro un anno. Ma, a oggi, “siamo già in ritardo di sei mesi” e mancano ancora elementi fondamentali per poter partire.
Uno dei nodi centrali riguarda il principio di eguaglianza sancito nel contratto stesso: “Non si possono trattare allo stesso modo situazioni diverse – ha detto Orsi – né si possono pretendere gli stessi oneri da cittadini che ricevono un servizio molto diverso tra loro.” Il riferimento è al trattamento differenziato tra centro e periferie, senza alcuna distinzione sulla Tari.
E ancora: “Chiediamo ai cittadini di tenere i sacchetti in casa per giorni, mentre altrove possono conferire liberamente ogni giorno. È una disuguaglianza evidente.”
Il nodo dei condomìni
Orsi ha poi sottolineato l’enorme peso che ricadrà sugli amministratori di condominio, chiamati a gestire un sistema complesso, senza istruzioni chiare né strumenti adeguati. “Ci si aspetta che siano loro a decidere chi fa cosa, chi paga cosa e dove si mettono i contenitori, ma tutto questo – ha avvertito – porterà solo conflitti e contenziosi, in un ambito che già oggi rappresenta oltre il 30% del contenzioso civile.”
La proposta: fermarsi e chiarire cosa si può davvero fare
Infine, il consigliere ha lanciato una proposta precisa: sospendere l’entrata in vigore del nuovo sistema, affidare un incarico a un primario studio legale specializzato in appalti pubblici per verificare fin dove sia possibile modificare il contratto senza incorrere in rischi legali, e solo dopo confrontarsi con le categorie coinvolte per trovare soluzioni condivise.
“Non possiamo partire così, in piena estate, con la città impreparata. Questo sistema ce lo terremo per 15 anni: è doveroso partire solo quando tutti i nodi saranno sciolti.”
In conclusione, Orsi ha invitato alla prudenza e al realismo: “Non è riluttanza al cambiamento, ma riluttanza verso un cambiamento che non si comprende. Fermiamoci adesso e facciamo le cose per bene, non cammin facendo.”