Parcheggi dall’Ata a TPL, ma a quale prezzo?

A novembre dello scorso anno, la giunta Russo ha approvato una delibera che segna una svolta nella gestione della sosta a Savona: l’avvio dell’iter per trasferire la gestione dei parcheggi cittadini dalla Ata alla società di trasporto pubblico locale, la TPL.

Una decisione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta da un lato a ridisegnare una gestione più coordinata dei parcheggi esistenti, con lo sviluppo di nuove aree di sosta di cintura, e dall’altro a rafforzare la TPL affidandole servizi aggiuntivi. In sintesi: parcheggi più funzionali e un TPL più forte.

Ma è davvero tutto così lineare?

Se sulla carta il progetto appare economicamente sostenibile e integrato, molti addetti ai lavori cominciano a sollevare dubbi molto concreti: i dirigenti della TPL hanno mai visto da vicino le condizioni reali di alcuni di questi parcheggi?

Prendiamo ad esempio i parcheggi in Darsena, vandalizzati e trascurati, cone il Park La Torre, ridotto ormai in condizioni pietose con gli ascensori fuori uso. E non sono casi isolati. Serve un intervento serio, e costoso. Si parla di decine di migliaia di euro solo per riportarli a uno stato decoroso.

Fossi un dirigente TPL – commenta qualcuno del settore – ci penserei due volte prima di accollarmi la responsabilità (e i costi) della riqualificazione di strutture in questo stato.

Il rischio? Che la “gestione coordinata” si trasformi in un’eredità difficile da gestire, con un’azienda già impegnata nel trasporto pubblico chiamata ora a fare i conti anche con l’incuria di anni.

In attesa dei prossimi sviluppi, una cosa è certa: il passaggio dei parcheggi a TPL sarà una sfida. E come tutte le sfide, andrà affrontata con realismo, risorse adeguate e, soprattutto, occhi ben aperti su ciò che davvero si eredita.

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