Schiacciati da continui adempimenti burocratici, hanno perso il contatto diretto dell’utente fatto di conoscenza approfondita delle problematiche dei singoli pazienti e di empatia.
Crediamo che sia arrivato il momento di combattere la vulgata che li vede, in una percezione distorta ed offensiva, come meri passacarte.
Il carico di lavoro è sempre più alto anche per l’impossibilità di redistribuire sui nuovi professionisti le cure e l’assistenza.
Anche se in alcune realtà si sono attivati strumenti come la telemedicina ed il tentativo di attuare una rete assistenziale con i servizi ospedalieri e distrettuali, non possiamo dimenticare che nel Savonese sono presenti criticità legate al territorio ed al numero sempre più crescente di popolazione anziana bisognosa di assistenza specifica.
Molti utenti – prosegue la nota – si vedono costretti a servirsi del pronto soccorso o dei punti di primo intervento con accessi impropri, intasando dei servizi già quasi al collasso.
Nella storia dell’Italia, il medico di famiglia è stato così importante da delineare contorni eroici per la funzione avuta all’interno delle comunità territoriali.
Bisogna dare un nuovo impulso alla figura – chiude il sindacalista – in maniera tale che venga inserita a pieno titolo nella rete assistenziale, e questo sarà possibile riavvicinando nuove leve, anche attraverso un nuovo e più completo percorso universitario.
UGL