Il ponente savonese considerato il “gabinetto” del nord. Sul rigassificatore a Vado il parere della Consigliera Daniela Giaccardi (PensieroLibero.Zero)

Domanda: sul rigassificatore martedì è convocata una Conferenza dei capigruppo cosa proporrete?
Risposta: Sì, per martedì 5 è convocata una Conferenza dei capigruppo allo scopo di “valutare le modalità più opportune per coinvolgere il Consiglio Comunale e organizzare i lavori alla luce del progetto FSRU Alto Tirreno e collegamento alla rete nazionale gasdotti”.
Vista l’importanza del tema da trattare, ci aspettavamo che venisse convocato direttamente un Consiglio Comunale monotematico, ciò che chiederemo come gruppo consigliare PensieroLibero.Zero, cercando di accelerare i tempi e proponendo di convocare tutti i soggetti coinvolti a vario titolo (Snam, Capitaneria di Porto, Sindaci coinvolti, Presidente della Regione Liguria e consulenti tecnici) per un confronto chiaro ed aperto a tutti.

 Domanda: cosa ne pensa della decisione di installare un rigassificatore in mare a pochi chilometri da Savona e Vado?
Risposta: Purtroppo la politica oggi lavora esclusivamente “last-minute”: non c’è più progettualità e una visione di insieme, le decisioni sono spesso prese per sanare interessi personali o di partito. E ciò depaupera il territorio savonese, quantomeno la zona ponentina, che da anni sta soffrendo della mancanza di una vera e propria conversione economico-sociale, di una rappresentatività nelle sedi politiche principali oltreché di una forte classe politico/dirigenziale le cui scelte, spesso discutibili,  la stanno privando di una propria identità.
Ed in questo contesto è facile sfruttare la situazione con decisioni che potrebbero essere ancora più gravose se non inserite nel giusto contesto: non si può continuare a considerare il ponente savonese il “gabinetto” del nord.

Domanda:  per  il progetto del rigassificatore nella rada di Vado ci saranno probabilmente dei compensi economici, cosa ne pensa?
Risposta: Certamente il metodo con cui è stato proposto il progetto non lascia spazio ad un confronto per meglio capire, anche tecnicamente, le implicazioni di quanto la politica ci sta imponendo così come non penso che i decantati “compensi economici” -che spesso si riducono ad opere di poco significato o ad apporti economici sulla cui logica di distribuzione ci sarebbe da aprire un altro capitolo-, possano contribuire a risollevare un contesto economico/sociale e culturale sempre più privo di energie e risorse e dove la classe politico/dirigenziale non è in grado di difendere gli interessi locali.
A queste condizioni e con queste modalità di metodo il rigassificatore  è inaccettabile.

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