Celle Ligure tra nuovi alloggi, esondazioni e sparizione di alberghi

Celle Ligure non è più solo un borgo marinaro da cartolina: è ormai un caso da manuale di urbanistica creativa e idraulica improvvisata. In poche giorni, il paese ha fatto notizia per due motivi apparentemente scollegati, ma in realtà parte dello stesso, straordinario disegno cosmico:

 La continua sparizione degli alberghi,

Il sempre più frequente rischio esondazione.

Coincidenze? Noi non crediamo.

Da una parte, Villa Adele e Hotel Piccolo chiudono i battenti e si trasformano in trenta scintillanti appartamenti con box auto. Del resto, il turismo mordi e fuggi ha fatto il suo tempo, molto meglio vendere le camere una volta per tutte e salutare per sempre i clienti con valigia e infradito.

Dall’altra, il rio Ghiare, ormai più nervoso di un esattore sotto stress, ha deciso di rifarsi il letto ogni volta che piove. Basta una mareggiata, un po’ di sabbia fuori posto, ed ecco che il torrente si tappa come un lavandino ottocentesco, rischiando di far galleggiare il centro storico. L’altra notte si è sfiorata l’esondazione, con le pompe idrovore a lavorare più del barista del lungomare a Ferragosto.

Il sindaco Beltrame l’ha detto chiaro: “Non è possibile che  ad ogni minima precipitazione o mareggiata  noi dobbiamo essere schiavi delle ruspe”. Vero, anche perché le ruspe sono impegnatissime… a demolire hotel e tirar su condomìni con vista mare.

La sensazione è che, mentre Celle rischia di affondare tra le piogge, la sua anima turistica affonda sotto una valanga di permessi edilizi. Forse l’idea è geniale: trasformare tutti gli alberghi in case e poi puntare sull’“idroturismo”. Un pacchetto weekend con vista esondazione, stivali inclusi.

Intanto, i residenti fanno spazio ai nuovi alloggi e, se va avanti così, anche ai gommoni.

Celle cambia volto. E forse anche livello: quello del mare.

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