Questo il titolo che c’è venuto d’acchito a tanto allarmismo per il mancato intrattenimento musicale di fine anno e senza fuochi artificiali! Con accrescimento per l’abbandono di “Promotur” (addirittura in via di scioglimento e cessazione?), o/e non rinnovo, alias disdetta, di accordo collaborativo da parte della nuova Amministrazione: se tale vi era con la precedente e su quali basi e consistenza, da sapersi.
Tranquillizziamo i Lettori e Cellesi tutti. San Silvestro a parte, non ci sarà il nulla dopo il troppo. Che riferito alla quantità di eventi nell’anno, effettivamente, ci sembrano tanti. Ben 66 nel pieghevole ‘Estate 2019’. Più di uno al giorno: da ’Bianco e Nero’ (29.6) a ‘Fiori Frutta Qualità’ (28-29.9), e ben 39 dal 7 Dicembre al 6 Gennaio, stessa frequenza e fuori il 31!
Promotur messo alla porta dalla Nuova Amministrazione? Per i costi, le incombenze o altro? Sarebbe doveroso farne trasparenza ai cittadini.
A quanto percepito in occasionali incontri con membri dell’Amministrazione ci sarà un modo diverso per qualità e quantità di eventi. Non esposizioni eterogenee e ripetitive, effettivamente troppe da un mese all’altro, ma proposte a tema, come talune ci sono da anni, che riteniamo e speriamo vengano mantenute: Fiori Frutta Qualità, Man d’ommu (Mano d’uomo); di genere ricreativo-aggregativo-degustativo: Acciugalonga, Notti bianche, viola, verdi, del basilico…senza eccedere; autonome: la Cena delle Rose, che è diversa e di un certo stile…e altre di associazioni: la Sagra del pesce azzurro dell’AVIS.
Volontà, c’è parso, di orientarsi su generi di ricerca e di qualità, salti di cultura ad ampio raggio e pure di studio, come potrebbero essere mostre-mercato, a suscitare richiamo di pubblico selezionato e specialistico, cercando connotazione di distinzione per la località.
Senza togliere alcunché a persone ed enti che per tanto tempo hanno contribuito, se non determinato con palesi dedizioni alla positiva riuscita delle dette manifestazioni, si converrà che la ‘cosa’ è andati un po’ oltre, con il rischio del ‘troppo…’ che si sa come finisce. E, se non già: “Céle…? Ah, scì! Quella di banchètti ‘tantu ou muggiu’…”. (Celle? Quella delle bancarelle tanto al mucchio)
In effetti, residente o ospite che sia, adulto o infante, non ha un giorno di respiro, almeno per l’estate…E sì che uno sceglie una cosa e l’altro un’altra, ma l’offerta è inflazionata a nostro vedere. Infatti ne abbiamo già scritto, mai facendo mistero di non condividere tale contesto. Che appare di una certa scuola sociologica esplicata anche in così piccole realtà, a riflessi chiaramente politici: raduni di massa di tipo dirigisti- co, inevitabilmente condizionanti. Sempre le stesse cose per tanti giorni all’anno, con improbabili acquirenti, svagati, a girovagare tra i banchetti a come far passare la mezza giornata…e dietro le spalle i mugugni (lamentele) dei commercianti, a ben poco ritrarci e, anzi, lamentando limitazioni di “vista delle loro vetrine: invero salvo i pubblici esercizi per qualche “ibita e caffè, e focaccia e panini per gli stessi espositori… Massificazione di persone e merci, con inevitabile appiattimento di gusti ed interessi e non solo. Questo su scala macroeconomica dilagata ognidove, per l’inarrestabile globalizzazione, che nulla risparmia, e per gli incalcolabili effetti, sì, positivi per taluni versi, ma ben peggiori al negativo per altri. E già visibili nelle grandi metropoli.
Ma una contenuta realtà come Celle, che almeno nel centro storico è riuscita a mantenere una certa preziosità, dovrebbe ricavarsi attrattive di nicchia. Poche cose ma di qualità e richiamo. Direzione in cui si starebbe avviando la nuova Amministrazione. Auguriamocelo!”
pirat da A CIVETTA