Dopo la scottante bocciatura di Savona a Capitale della Cultura – una ferita ancora fresca, soprattutto nell’orgoglio – il nostro Sindaco pare aver trovato la cura: una cura a base di annunci, possibilmente quotidiani, possibilmente grandiosi. Diagnosi? Annuncite acuta. Sintomi? Progetti a raffica, slide a colori, rendering tridimensionali e date da segnare in rosso sul calendario… ma con la matita, perchè non si sa mai.
Ultima meraviglia? Il vecchio waterfront di levante, già eredità delle giunte Berruti e Caprioglio, torna oggi in scena con un restyling tutto da vedere. Sì, proprio così: una rivoluzione urbanistica che, secondo l’annuncio ufficiale, vedrà il progetto definitivo pronto entro maggio e i lavori inizieranno – tenetevi forte – a gennaio 2026. Ce lo siamo segnato. Promesso.
Il progetto si articola in due livelli, come le migliori torte nuziali:
Primo livello: zona Silos Funivie. Qui, sotto l’Aurelia, sorgeranno una rotonda, una pista ciclabile e un parcheggio da 350 posti. Una tripletta che promette mobilità, sostenibilità e… un bel po’ di cemento.
Secondo livello, nome in codice “Darsena 2”, che già suona come il sequel di un film d’azione: un’area dedicata alla diportistica e al turismo, con nuovi locali e ristoranti, il tutto condito da fondi veri – e questa sì che è notizia – 20 milioni di euro offerti da Aspi, come risarcimento post-Ponte Morandi. Insomma, dal crollo alla rinascita, passando per la focaccia e l’aperitivo vista mare.
Ma non finisce qui. Anzi, è solo l’inizio della grande rimonta annunciologica del primo cittadino:
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un orto botanico (forse per coltivare pazienza?);
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un molo turistico per yacht tra i 25 e i 30 metri (giusto per non farci mancare i ricchi);
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una passeggiata ciclabile dalla Torretta fino alla Passeggiata degli Artisti di Albissola (per chi ama pedalare nei sogni);
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e, dulcis in fundo, la riqualificazione della spiaggia della Madonnetta (che aspetta un lifting da anni).
A questo punto ci chiediamo: sarà la volta buona? O assisteremo all’ennesima parata di rendering senza ruspe? Il passato insegna cautela: molti progetti sono stati annunciati con squilli di trombe e poi… puff! Spariti come le promesse elettorali dopo lo spoglio.
Intanto, il sindaco annuncia. E annuncia. E annuncia ancora. Forse, più che un piano urbanistico, stiamo assistendo a una maratona comunicativa. Ma va detto: nell’arte dell’annuncio, il nostro è ormai un maestro zen.
Aspettiamo fiduciosi.